Beppe GrilloPovero Beppe Grillo, come si è ridotto. Del tutto privo di argomenti politici, si fa la nuotata, “seguito” in barca dal suo “mentore” Gianroberto Casaleggio, mentre i suoi “amici” giorni fa avevano già dato vita ad una deplorevole scenata al Cimitero Monumentale di Catania. Riemerso dalle acque, ha la pretesa di essere «una delle prime persone normali che lo attraversa»: è vero, i “disabili” che lo hanno attraversato a nuoto prima di lui sono speciali. E aggiunge: «Questo è il terzo sbarco in Sicilia: il primo fu quello dei Savoia, il secondo quello degli americani, che portarono la mafia [1], il terzo quello di Grillo, che porta la libertà». Questo significa che secondo lui la mafia non la portò l’Italia, ma gli americani, e che fino ad ora siamo stati qui ad aspettare lui. Peccato che invece la mafia sia uno strumento di oppressione coloniale sbarcato in Sicilia insieme alle giubbe rosse del mercenario francese Joseph Garibaldi, e che la libertà i Siciliani l’abbiamo cercata sin dal giorno in cui ci venne strappata via. Confuso, il povero Beppe, farfuglia che «ci vuole un pensiero di cultura nuovo e noi siamo l’unica alternativa». Pensiero pernicioso il suo, in pratica l’unica possibile liberazione per la Sicilia verrebbe, ancora una volta, da un barbuto figlio del Mar Ligure. Quindi, siamo noi Siciliani a essere sbagliati, non la perversa etica mafiosa allogena che la colonizzazione ci ha imposto con le sue dinamiche clientelari, liberticide ed antidemocratiche. E l’unico giusto è lui, il “santone genovese”, predicatore dalle mille contraddizioni che sfugge alle smentite perché il suo informe e ineffabile “pensiero” è valido sempre. Quindi mai. Povero Grillo, che ha dato l’endorsement a prodotti e servizi banali e spesso inefficaci spacciandoli con anelito pseudoscientidico (e quindi antiscientifico) per “miracolosi”, che vaticina sulla “italianità” dei soli figli degli italiani (gli altri non meritano, non meritiamo la cittadinanza), che si mette a dileggiare Cuffaro, Mora, Fiorito («si fanno la beautyfarm e la paghiamo noi») perché lui, Beppe Grillo, per l’omicidio colposo plurimo che ha compiuto, non ha fatto un giorno in quelle tremende “beauty farms” italiane chiamate carceri. Lui, Beppe Grillo, quello che diede a Rita Levi-Montalcini della «vecchia puttana» con linguaggio degno delle SS. Beppe Grillo, quello che quando era un comico mi faceva ridere, e ora che è un «ex-comico» mi impensierisce, come cittadino e come giornalista, anche se secondo Grillo non posso dirmi tale perché “tutti sono giornalisti”, in barba a formazione, professionalità, responsabilità legale: però la traversata dello Stretto l’ha fatta proprio per attirare l’attenzione della stampa e degli odiati “giornalisti”! Ma che fosse un ex-comico me ne accorsi parecchi anni fa, quando capii che pagavo il biglietto per vedere un vero e proprio comizio. Ancora non si parlava dei “Meetup” (social network profit, in barba all’open source), delle “liste civiche” poi diventate M5S: un “movimento” sulla cui legalità starei molto attento: niente sedi, niente organigramma, niente congressi (quindi niente democrazia interna, che non si attua mica solo con quel LiquidFeedback che lo stesso Grillo pare inizialmente non intendesse usare), niente atto costitutivo (il M5S nasce “dall’alto” per volontà del “fondatore” Grillo tramite il suo sito web personale, non “dal basso” per scelta di un gruppo di persone con comuni finalità ed obiettivi), niente statuto (c’è solo uno stringato regolamento definito, per l’appunto, “non statuto”), un contrassegno elettorale proprietà esclusiva del “capo“. E nessuna ideologia, nessuna filosofia di pensiero (quando proprio Grillo parla di un “nuovo pensiero”) e di azione, solo idee affastellate a creare obbedienza al leader-mago-demiurgo e all’individuazione di un “nemico” che, semplicemente, sono gli “altri”: o con noi o contro di noi. Pericolosa strutturazione, richiama alla memoria tristi precedenti: di questi, il più mite è il “partito-azienda” - con l’”uomo immagine” Grillo e l’”eminenza grigia” Casaleggio - che non ha bisogno di finanziamenti pubblici o tesseramenti onerosi, ma al più di mere «sottoscrizioni su base volontaria»: perché evidentemente c’è già chi finanzia il M5S. Ma dato che non ci sono sedi, non ci sono registri associativi, non c’è la relativa contabilità, perché non c’è formalmente nemmeno il partito, si può controllare chi paga, quanto paga, e perché? Ma in fondo un perché ce lo dice lui, il povero e ormai triste Beppe Grillo: «Non siamo venuti, a elemosinare voti, ma a dirvi che se volete cambiare c’è adesso un’alternativa». Come il suo “vicino di casa” Garibaldi, che i voti al plebiscito non li chiese, li estorse con la forza e l’inganno imponendo a tutti l’«alternativa», una cura che fu peggiore della malattia.

PREVALGA LA SICILIA.

Roman Henry Clarke

[1] Sul sito beppegrillo.it la frase è riportata così: «Il primo fu Garibaldi che portò i Savoia, il secondo fu fatto dagli americani che (ri) portarono la mafia, il terzo sono io con il MoVimento 5 Stelle». Di male in peggio: evidentemente Grillo è convinto che il fascismo estirpò la mafia. Continuò invece a far affari con essa e tramite essa, e i suoi metodi violenti di sopraffazione e controllo del territorio. È ora di chiedersi: Grillo pensa di portare la libertà, cosa che certamente Garibaldi non portò, o sta legando il nome del M5S proprio alla mafia, legata sia allo sbarco del guerrigliero nizzardo sia a quello delle truppe alleate?

Commenti

3 commenti a “Fenomenologia di un «ex-comico»”

  1. giuseppe giannetto on 11 ottobre 2012 12:26

    mi piace, lo condivido

  2. Linda Cottone on 13 ottobre 2012 07:53

    incredibilmente da cittadina oggi impegnata come volontaria nella divulgazione della storia negata, prestata a movimenti di protesta per azioni democratiche quali il voto ho fatto la sua stessa e precisa analisi oggi pubblicata come risposta ad un post su Grillo. A me la cosa che ha disturbato di piu di tutto e’ stato quello di pagare un salato biglirtto per assistere ad un suo comizio ,stessa cosa avviene con Il grande molleggiato….gli altri non siamo fessi c’e’ solo una differenza loro sono gente di spettacolo. Ma la sorte della nostra terra oggi e’ ridotta a questo?

  3. Linda Cottone on 13 ottobre 2012 07:53

    incredibilmente da cittadina oggi impegnata come volontaria nella divulgazione della storia negata, prestata a movimenti di protesta per azioni democratiche quali il voto ho fatto la sua stessa e precisa analisi oggi pubblicata come risposta ad un post su Grillo. A me la cosa che ha disturbato di piu di tutto e’ stato quello di pagare un salato biglirtto per assistere ad un suo comizio ,stessa cosa avviene con Il grande molleggiato….gli altri non siamo fessi c’e’ solo una differenza loro sono gente di spettacolo. Ma la sorte della nostra terra oggi e’ ridotta a questo?

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